Lunedì, 17 Febbraio 2014 14:52

Tributo ai Nomadi, il fenomeno musicale degli ultimi 40 anni

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Capita di assistere al concerto di una band tributo ai Nomadi, di sentir passare alla radio le indimenticabili note di Io, vagabondo o di voler intonare a squarciagola "...io voglio vivere, ma sulla pelle mia...". Succede a chi ha 50 anni e a chi ne ha 20, indistintamente. E non potrebbe essere altrimenti, visto che questo gruppo emiliano ha fatto la storia della musica e ha fatto musica con parole storiche. La band pop-rock ha cantato i sentimenti, la libertà, la guerra e la pena di morte con frasi cariche di speranza.

Il più grande tributo ai Nomadi? Continuare a ricordare le loro poesie

Fondati nel 1963, i Nomadi sono oggi una delle band più longeve del panorama internazionale, seconda soltanto ai Rolling Stones. Beppe Carletti e Augusto Daolio, quest'ultimo scomparso prematuramente nel 1992, hanno rappresentato la costante del gruppo, mentre altri componenti si sono avvicendati facendo rimanere lo spirito "nomade" sempre il medesimo. Le loro voci sono riuscite a raggiungere anche le realtà più piccole della penisola e a sopravvivere in un'Italia in continua evoluzione. La tenacia, i testi pieni di energia ed emozioni e i loro settantasei album, sono il più grande tributo dei Nomadi ai loro fan.

Più di trecento canzoni per rendere tributo ai Nomadi

Si tiene ogni anno nel mese di Febbraio a Novellara l'attesissimo Nomadincontro, un raduno nazionale in ricordo di Augusto Daolio, con premi, cultura, iniziative di solidarietà e, naturalmente, tanta musica. Ed è allora che il tributo ai Nomadi si trasforma in un tributo che i Nomadi fanno all'arte e a tutti coloro che amano la magia delle loro greatest hits. Un successo che dura da più di quarant'anni perché, come recita una loro canzone, c'è sempre "un'altra storia da dire, una favola da raccontare".

Letto 2013 volte Ultima modifica il Lunedì, 17 Febbraio 2014 14:58